CHIESA DELLA MADONNA DEL ROSARIO:

La chiesa presenta un interessante portale in pietra della locale Abetina, da attribuirsi al XV o al XVI secolo, e fu ricostruita in parte verso il 1770. All'interno è custodito un quadro settecentesco. Il piccolo ossario che era sul lato destro della chiesa fu rimosso alcuni anni fa in seguito ai lavori di ristrutturazione. Esternamente si presenta come un grosso cubo: la sua forma, la mancanza di scale fa sentire l'edificio meno in rapporto con il contesto, diversamente da quanto avviene in S.Nicola. Internamente la chiesa è molto semplice: ha un'unica navata continua che si spezza nella zona dell'altare. Anche qui sull'altare si ha un elemento che eleva l'uomo verso l'alto. Il resto della chiesa è internamente caratterizzato da una copertura cassettonata in legno.

GLI ITINERARI:

L'impianto urbanistico è formato dalla parte alta, il borgo medievale ancora abitato che oggi rappresenta il centro storico del paese, e dalla parte bassa, zona moderna, formatasi negli anni lungo la via principale, l'Appia. L'insediamento si adagia sulla collina, a curve di livello, man mano che scende verso valle fino alle costuzioni più recenti. Il primo nucleo abitativo era situato nel centro del borgo medievale, sviluppatosi intorno al vecchio castello normanno, di cui non si hanno notizie certe. La maggior parte delle abitazioni di quel tempo presentano cavità antropiche, utilizzate dalle famiglie per la conservazione del vino, essendo questo il principale sostentamento economico del paese. Al borgo medievale vi si accedeva dalla parte est tramite la Porta Piccola, e dalla parte ovest da via Cretaccio, antica strada proveniente da Isca Battaglia, che si estendeva sulla dorsale Cretaccio. Scendendo lungo le curve di livello, si notano i successivi insediamenti, risalenti ad epoche diverse. Nel corso degli anni, la vita sociale all'interno del paese ha subito una forte migrazione verso la periferia. All'inizio del secolo scorso la piazza principale era piazza Vittorio Veneto, anche sede di Palazzo Vecchio, residenza del principe di Ruoti Capace Minutolo. Successivamente si scese sempre più a valle, complice anche la grande utilità che derivava dall'uso della Via Appia, strada di comunicazione principale, che attraversa l'abitato. Percorrendo i vicoli del centro storico è possibile osservare portali, chiese, facce gorgoniche, fontanili e palazzi gentilizi. Nella parte più nuova c'é la villa comunale nella quale è presente il monumento ai caduti e la nuova chiesa di San Vito.

Nella foto: Villa Comunale di Ruoti. E' un importante luogo di raccolta: durante la stagione estiva, infatti, bambini, giovani e non solo, trascorrono le giornate in compagnia. Negli ultimi anni è stata arricchita da giochi per bambini. E' anche un luogo religioso: al suo interno è presente, infatti, la Chiesa di San Vito (struttura rosea in fondo), ricostruita dopo il sisma del 1980. Nel 2008, la Villa Comunale di Ruoti è stata dedicata a Giovanni Palatucci

Nella foto a sx: facciata della Chiesa di S.Nicola. Nella foto su: interno della Chiesa. La struttura presenta caratteristiche Romaniche: ha una pianta a croce latina: nella parte longitudinale si raccolgono i fedeli e nell'intersezione tra le due braccia si ha l'altare. Sull'altare la cupola, aggiunta in seguito, proietta l'uomo verso l'alto mettendolo in rapporto con il mondo celeste.

CAPPELLA DI SAN ROCCO:

Venne fatta costruire in seguito a un'epidemia di peste nel 1651, in località Spinosa, dal feudatario dell'epoca. Questa cappella presenta un portale in pietra dell'Abetina, sormontato da uno stemma stilizzato dei Capace Minutolo. Semidiroccata, è stata recentemente ricostruita nelle sue parti essenziali. In questa cappella il 16 Agosto di ogni anno viene portata in processione la statua del Sanro Patrono, che poi ritorna a Ruoti la prima domenica di Settembre, giorno in cui vengono tributati i festeggiamenti.

CAPPELLA DEL CALVARIO:

Sorge all'entrata del paese uno spuntone tufaceo che ricorda il monte Calvario. La Chiesa del Calvario è ivi costruita: presenta una porta centrale e due porte finte. Sino a pochi anni fa esisteva sul frontone una scritta che purtroppo è andata perduta. Nel 1874, nello spazio laterale, venne fusa la campana della chiesa madre con donazioni in oro di alcuni cittadini di Ruoti.

CHIESA DI S.VITO:

Moderna costruzione all'interno della villa comunale. La precedente chiesa fu particolarmente dannegiata dal sisma del 1980, al punto che si ritenne opportuno demolirla, facendo rimanere solo il perimetro delle mura. Successivamente venne del tutto smantellata e sul suo sito è stata edificata la nuova chiesa. L'originaria struttura intitolata a San Vito sorgeva in un luogo denominato Santa Maria Maggiore e venne costruita intorno al 1743 dal principe di Ruoti. Più che una chiesa, aveva la caratteristica di una cappella. Vi si poteva ammirare un altare scolpito nella pietra marmorea della locale Abetina dai valenti scalpellini del XVIII secolo. Suggestivo era un affresco sulla volta in cui era raffigurato S.Rocco con una visione panoramica del paese.

Nelle foto a sx: esterno della Chiesa del Rosario. Nella foto su: interno della Chiesa.

Nella foto su: Cappella di San Rocco come si presenta oggi. A dx della Cappella di San Rocco: la Cappella del Calvario. A dx: interno della Chiesa di San Vito.

 

CHIESE SCOMPARSE:

Chiesa di S.Sebastiano: antica cappella di Piazza Vittorio Veneto, nel 1630 venne unita al palazzo del principe. Divenne in seguito sede della guardia nazionale.

Chiesa di S.Pietro: chiesetta del castello feudale, completamente scomparsa sotto le costruzioni private. Ne resta il ricordo nella strada omonima.

Chiesa di S.Lorenzo: antica cappella del '500 costruita probabilmente durante la dominazione angioina. Già sconsacrata, venne venduta nel '600 e incorporata a una casa privata. Il ricordo è tramandato dalla piazzetta omonima.

PALAZZO DEL PRINCIPE:

Fu costruito nel 1620, quando Ettore Capece Minutolo acquistò il feudo di Ruoti, ottenendo dal sovrano il titolo di "Principe di Ruoti". Sulla facciata principale è ancora visibile lo stemma dei Capeca Minutolo che raffigurava un leone rampante. Il palazzo fornisce testimonianza di almeno due fasi della sua edificazione, con il portale bugnato di sicuro periodo seicentesco e con l'ampliamento della precedente costruzione che vide l'annessione di una nuova ala sopra l'antica cappella di S.Sebastiano. Prima di trattare dell'interno occorre fare una precisazione: la descrizione poco particolareggiata e la carenza di materiale fotografico sono da imputarsi all'impossibilità di accedere nel palazzo gravemente lesionato da un sisma. L'interno offre un antico cortiletto con loggetta seicentesca, gradinate in pietra dell'Abetina, scuderie e cantine. E' presente, inoltre, un cortile più recente: aveva la funzione di ricevere gli animali da soma con i quali i contadini portavano prima le decime, poi gli affitti del grano. Sull'antica loggetta, inoltre, sempre in pietra dell'Abetina, c'é un grande stemma dei Ruffo che, per eredità, dopo l'eversione della feudalità, ottennero i resti dell'antico feudo dei Capece Minutolo.

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CHIESA DI SAN NICOLA (Matrice):

Già in atti del 8/04/1620 del notaio Masio di Avigliano e del 30/12/1657 del notaio Grippo di Avigliano, la chiesa madre di Ruoti viene indicata con il titolo di S.Nicola. Per le epoche precedenti si sa che la feudataria Zenobia Scaglione fu seppellita "in cornu Evangelii" dell'altare maggiore della chiesa madre, luogo in cui, durante un riattamento eseguito verso il 1900, furono ritrovati i resti di una sepoltura che purtroppo poi andarono persi. Nel 1794 la vecchia chiesa, che per ampiezza era circa la metà di quella attuale, ma sita nello stesso luogo e con lo stesso orientamento, venne abbattuta, e il nuovo edificio, che incorporò quello precedente, fu inaugurato dal vescovo Serrao che vi portò la prima pietra. Le mura e la cupola furono completate entro il 1805, mentre l'interno venne terminato intorno al 1810. Su incarico di monsignor Serrao, l'architetto Magri, discepolo del Vanvitelli, redasse il progetto, mentre il direttore dei lavori fu il maestro Antonio Porcello che morì cadendo dalla cupola nel 1802. L'altare maggiore della vecchia chiesa, dedicato a S.Nicola, di pietra marmorea della locale Abetina (oggi situato sotto la statua del santo, a sinistra dell'altare maggiore), secondo la tradizione fu sostituito dal Magri con un altare della Cattedrale di Potenza, che lo stesso architetto aveva rifatto e che conserva ancora i simboli vescovili (mitra e pastorale). Potrebbe però, in mancanza di migliore documentazione, essere stato regalato dal Vescovo Caracciolo alla Chiesa di Ruoti, mentre egli era Vescovo di Potenza e la madre feudataria di Ruoti. Confrontando questo altare con quello della cappella della SS. Annunziata nella Cattedrale di Napoli, di proprietà della famiglia Caracciolo, e ricordandosi che il Vescovo Caracciolo tra il 1616 e il 1623 rifece la Cattedrale di Potenza, si ha la netta impressione che i due altari siano della stessa mano. Nel secolo scorso ebbe una sovrascrittura che ha deformato la purezza della linea; nel 1960 fu spostato di 2 metri indietro e fu rifatto il piano e la balaustra. Di pietra marmorea dell'Abetina è anche l'altare prima dedicato a S.Filomena e oggi, con una nuova statua, dedicata a S.Agnese. Degni di nota, a fianco di questo altare, sono una statua lignea di S.Rocco del Settecento e un reliquario di notevole fattura. Particolare importanza, anche se sciupati dal tempo e da incrostazioni di polvere, hanno quattro dipinti donati dalla famiglia Contaldi, di ignoto autore di scuola napoletana, presumibilmente del 1650-1700. Tutti raffigurano, in atteggiamenti diversi, la Madonna al centro con Santi in venerazione e in preghiera. Quello a sinistra dell'entrata è incorniciato da quindici meravigliosi quadretti che raffigurano i misteri del Rosario.

PERCORSO NATURALISTICO:

L'Abetina: è situata in territorio di Ruoti a circa 900 metri di altitudine. Dista 14km dal capoluogo di regione, 5km dal centro abitato di Ruoti e 6km dal centro abitato di Avigliano. Ricopre una superficie boschiva di 123ha. Il termine "Abetina" individua una formazione boschiva in cui l'abete bianco (Abies Alba) rappresenta il 90% circa della superficie. Ruoti fino agli anni anteriori alla Seconda Guerra Mondiale ha rappresentato uno dei maggiori nuclei di abetina spontanea italiana; il bosco di proprietà privata era rimasto inutilizzato e ciò aveva favorito la sua conservazione, tant'é che, secondo i racconti della gente degli anni 30, la superficie dello stesso aveva dimensioni tali da consentire di attraversarlo completamente camminando sui rami. In passato l'Abetina ricopriva le pendici nord-occidentali della montagna Li Foi di Ruoti e Picerno, giungendo a lambire il monte Carmine. Negli anni 1650-1700 costituiva la continuazione degli altri boschi del massiccio principale del Li Foi e propriamente dei boschi del principe Ruffo e del comune di Ruoti, dai quali oggi è separato, per circa 2km, da terreni a coltura e pascolo, alternati a piccoli gruppi boscosi che attestano l'antica continuità del bosco Abetina con il "Bosco Grande" (attualmente di proprietà del comune di Ruoti e della Regione Basilicata).

Bosco Grande: è popolato da piante di faggio e cerro ed ha una superficie di 2000ha circa, governati prevalentemente da alti fusti. Negli anni '40 del Novecento (complice anche la guerra), il Principe Ruffo fece effettuare tagli folti e scellerati che hanno ridotto drasticamente il numero degli abeti, in corrispondenza con la scarsissima fruttificazione delle piante madri e con malattie, probabilmente, di origine parassitaria. Tutto ciò ha modificato radicalmente l'abetina facendo degenerare la cenosi esistente. Oggi l'abetina pure è presente per il 50%, solo a piccoli gruppi dispersi nell'area, e le piante che appartengono al vecchio ciclo hanno dimensioni enormi: 120-140 anni di età, 70-80cm di diametro, 24-27m di altezza. Per il resto il bosco è costituito dalla consociazione di abete bianco, per il 40% da piante di cerro, per il 10% da piante di nocciolo, agrifoglio ed altre caducifoglie (carpino nero, carpino bianco, perastro, acero e faggio alle quote maggiori).

Varco del Torno: meta di picnic nel periodo estivo, nonché area di soggiorno temporaneo per gruppi di scout provenienti da tutte le regioni italiane. Grazie alla sua caratteristica di uso civico collettivo, è molto frequentata e la si può raggiungere facilmente mediante la strada comunale sia dal capoluogo che da Ruoti.

Lago Oscuro: poco distante, all'interno del bosco in località Cesine, si trova il lago di formazione naturale, dove è possibile anche praticare la pesca. Putroppo la strada che conduce e questa località è poco agevole e scarsa è anche l'affluenza di visitatori. Nonostante la sua straordinaria bellezza, questo posto è poco conosciuto, riservando così l'incontaminato paesaggio.