SITI ARCHEOLOGICI:


Dai reperti archeologici ritrovati nella nostra zone, si può attestare l'esistenza di Ruoti fin dal VI secolo a.C., epoca in cui si insediarono i primi nuclei di popolazione sannitica. Sin da allora il centro abitato si estendeva su una zona sovrapponibile a quella dell'attuale paese. E' possibile ancora riscontrare vestigia di antiche mura preromane, costituite da pietra di natura calcarea, di taglio rettangolare, a misura omogenea (cm 130 x 40 x 50), sistemate in sesto, senza malta e poggianti su roccia calcarea dura. In un'area lontana circa 3km dal paese sono stati rinvenuti frammenti di vasi che, per le loro grosse linee richiamanti motivi geometrici, possono essere classificati tra il III e il IV secolo a.C. Gli studi compiuti fanno risalire il motivo geometrico allo stile di Kamares tipico dell'arte cretese. I colori usati erano pochi: il giallo, il rosso e il bianco su fondo nero disegnavano motivi ornamentali costituiti da linee curve, spirali e cerchi.
Per sette anni una missione archeologica canadese dell'Università di Ottawa ha proceduto a effettuare interessanti scavi in questa zona, dove è stata riportata alla luce, tra gli altri reperti, una interessante villa rustica romana che abbraccia diversi secoli di esistenza. Per la prima volta nel mezzogiorno si è proceduto anche al rilievo botanico e zootecnico dell'area di scavo e ancora si attende la pubblicazione dei risultati. Nei pressi del centro abitato sono state rinvenute monete di argento di Metaponto ed oggetti di bronzo di età ellenistica, che denotano l'esistenza di un altro nucleo abitato che era collegato al Metapontino attraverso un'antica via conosciuta in epoca passata col nome di "Tratturo Ruoti-Pisticci".



Il ritrovamento di due anelli di bronzo, di una pregevole ansa di vaso con l'effigie di Giove e Giunone e di un interessante cavalluccio (anch'esso in bronzo), danno prova che in questa zona persistette fino ad oltre il 1000 un altro centro abitato. Un'ulteriore conferma dell'esistenza di tale centro è data dalle numerose tombe romane e medioevali venute alla luce sulle quali, probabilmente, nel secolo XII, sorsero due conventi dedicati a S.Giovanni e S.Pietro dei quali rimane traccia in documenti del 1638, nei ruderi di portali di fattura locale e in resti di un acquedotto costruito probabilmente in epoca normanna. Nella stessa zona sono state rinvenute delle monete di epoca repubblicana augustea e una tomba in pietra, di probabile epoca adrianea, oggi inglobata nella casa colonica di proprietà Carlucci, nell'aia di "Pede di Seppariello". Su tale tomba si legge la seguente iscrizione: "COELIA Q. F. RUFA HIC EST SITA" (Celia figlia di Quinto Rufo è qui sepolta). In località "Trappeto Picone" (alla periferia del centro abitato) è stata scoperta una necropoli, probabilmente della seconda metà del II secolo a.C., i cui resti vengono continuamente alla luce durante i lavori campestri. Non molto distante da qui sono venute alla luca parti di un antico fabbricato a base rotonda (oggi denominato "trappeto") intorno al quale, verso il 1910, sono state trovate numerose statuette di terracotta, ora putroppo perdute, che potrebbero testimoniare l'esistenza di un tempio. In località "Isca Battaglia" (ad una distanza di circa 3km dall'attuale centro abitato, alla confluenza del torrente Fiumicello e dalla fiumara di Avigliano) sono stati rinvenuti i resti di armi, armature, ossa umane e due monete umane. La prima moneta è un "denario di Publius Aelius" della famiglia Allia. Le due monete vennero battute nella prima metà del II secolo a.C. ( tra il 137 ed il 127 a.C.). Secondo alcuni storici a "Isca Battaglia" avvenne uno scontro armato che non è da riferirsi alla Guerra Punica ma ad una Guerra Sociale secondo le più recenti ricerche di Gerardo Salinardi. I resti archeologici rinvenuti nel territorio di Ruoti, e dei quali si è fatto rapido cenno, stanno ad indicare la vitalità di questo centro abitato, raccolto intorno all'antica rocca di origine Osca, la cui popolazione rimase unita nel periodo imperiale riuscendo ad evitare la quasi certa distruzione durante le invasioni barbariche.
VILLA ROMANA (SAN GIOVANNI)
Il territorio di Ruoti sembra essere stato occupato da una rete piuttosto fitta di ville/fattorie a partire almeno dal II secolo a.C. con un numero crescente di siti fino ai primi decenni del III secolo d.C. Il complesso di S.Giovanni di Ruoti, oggetto di scavo su larga scala condotto tra il 1978 ed il 1983 da un equipe canadese diretta da A.M. Small, mostra con ricchezza di dettagli l'organizzazione di una proprietà rurale di media grandezza. La pianta architettonica della prima fase è stata ricostruita in maniera sufficientemente completa per delineare lo sviluppo planimetrico di una fattoria/villa sviluppatasi tra la fine dell'età repubblicana ed il periodo augusteo nella Lucania interna. Nel complesso di età augustea è stato possibile ricostruire la presenza di un atrio piuttosto canonico, definito "courtyard" e "central feature of the villa". A questa prima fase apparterrebbero i resti di un mulino ad acqua, collocato lungo l'estremità nord del complesso, forse uno dei più antichi esempi documentati in Italia Meridionale (prima età imperiale) e, più in generale, nella penisola italiana. Associabili sempre a questo periodo sono due epigrafi funerarie databili al I/II secolo d.C., rinvenute nel vallone a poche centinaia di metri dal sito della villa e che pertanto sono presumibilmente da porre in relazione con i proprietari. Si tratta di famiglie locali: i Vanii, i Villii ed i Mentii, attestate solo in area lucana, ed i Babullii, ben note nella nobilitas municipale di Potenza e Venosa, ma anche di Paestum e nei principali centri della Campania e nel Sannio. Nella seconda metà del IV secolo d.C. venne costruito un complesso residenziale incentrato su una grande aula absidata di ca. mt. 25x12, all'estremità sud-ovest, ed un balneum assai articolato, all'estremità sud-est. Nella seconda metà del V secolo d.C., molto probabilmente in seguito ad un evento franoso, la villa venne ristrutturata e ampliata, mentre l'aula absidata venne spostata a nord. Il complesso assunse le dimensioni e la pianta di un vero e proprio palatinum. Dagli scavi eseguiti sono venuti alla luca un gruppo di mosaici policromi geometrici che hanno il singolare pregio di appartenere a ben definiti contesti architettonici e che sono il prodotto di mosaicisti locali che si rifanno in gran parte ad un repertorio tradizionale.
Come era la Villa Romana di San Giovanni secondo gli studiosi canadesi



