I PERSONAGGI:

RENATO (VITTORIO NINO) ANGIOLILLO:

Giornalista. Nacque a Ruoti nel 1901 in una delle famiglie più antiche ed illustri del paese. A vent'anni si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università partenopea. Proprio la passione per il giornalismo lo portò a Messina per assumere la carica di redattore capo di un quotidiano nittiano. L'avvento della dittatura distrusse il suo giornale, considerato troppo reazionario per quei tempi. Ritornò a Napoli con la voglia di continuare la battaglia contro la tirannia ma qui lo aspettarono solo persecuzioni. Venne così esiliato a Bari. Nonostante il decennio di sorveglianza degli agenti dell'Ovra, riuscì comunque a dar vita ad attività editoriali che lo resero celebre e stimato dalla popolazione barese. Appena scoppiato il secondo conflitto mondiale, Renato Angiolillo si trasferì a Roma dove si affermò nel campo cinematografico come produttore e regista. Ma la passione per il gionalismo era ancora forte, in cuor suo si sentiva un editore. Acquistò, quindi, una testata di un quotidiano soppresso dai tedeschi per la sua intonazione antifascista. Con l'arrivo a Roma delle truppe alleate, il suo giornale, "IL TEMPO", riprese le pubblicazioni e con esse accrebbe il consenso dei lettori romani e centro meridionali. I baresi, molto affezionati alla sua persona, lo onorarono con il titolo di Senatore della città. Da sempre legato alla terra natale, gli anziani del luogo lo ricordano allegro e scherzoso. Egli, infatti, da ragazzino amava trascorrere lunghi periodi a Ruoti. Affabile con tutti, molto democratico, non faceva pesare per nulla l'aristocrazia del casato mescolandosi tra la gente comune con naturalezza e semplicità.

Sopra: Renato Angiolillo riceve il "Trofeo d'Oro" -IL TEMPO-

MICHELE CARLUCCI:

Enologo e docente di viticultura. Nato a Ruoti nel 1856, denota subito particolare passione per la viticoltura e l'enologia. Nel 1877 si laureò con il massimo dei voti e la lode in Scienze Agrarie a Portici, presso la "Scuola Superiore di Agricoltura". Subito diventò assistente alla cattedra di Botanica e Patologia Vegetale, ma vi rimase poco tempo; venne così mandato a studiare l'ordinamento delle più importanti scuole enologiche del tempo a Geisenheim, poi a Klosterneuburg ed infine a Conegliano. A seguito dell'esperienza acquisita, gli venne assegnato l'incarico di organizzare e dirigere la nuova scuola di viticultura ed enologia di Avellino. La sua impeccabile direzione portò la scuola ad una fama nazionale, rendendola così il centro più importante di studi e ricerche vitinicole dell'Italia meridionale. Negli anni trascorsi ad Avellino, Carlucci fondò e diresse il "Giornale di Viticultura e di Enologia", rivista periodica, organo della scuola, che ospita studi e lavori di grande importanza per la scienza e la tecnica. Nel campo viti-vinicolo dimostrò grande impegno anche nelle ricerche sperimentali, effettuate nel suo tempo libero, sull'ampelografia, sulle tecniche vinicole, sui mosti concentrati, sui vini spumanti. Nel 1911 lasciò Avellino per andare a Roma e ricoprire il ruolo di ispettore generale della viticultura e delle malattie delle piante. Qui rimase fino al 1926. Dal 1926 al 1929 insegnò Enologia presso la facoltà di Agraria a Portici. Si ritirò poi a vita privata, allontanandosi da Napoli a causa delle gravi conseguenze che il secondo confilitto mondiale  aveva provocato alla città. Si rifugiò nel suo paese natio, dove si spense serenamente il 17 Maggio 1951 lasciando ingenti risorse culturali e scientifiche. A lui è dedicata la scuola media di Ruoti.

A sinistra:due tipi di uva che sono stati esaminati per lungo tempo da Michele C: il primo Aglianico, il secondo lo Sciascionoso.

Sopra: Ritratto di Michele Carlucci

Sopra: Avviso della Scuola di Viticoltura di Michele Carlucci: aveva indetto un corso d'innesto e di coltivazione della viti Americane.

GIUSEPPE PISANTI:

Giuseppe (Domenico Maria) Pisanti nacque a Ruoti nel 1826. Insieme al fratello si laureò nell'Istituto delle Belle Arti alla scuola di Architettura di Vincenzo Salomone e, dopo la morte di quest'ultimo, a quella del suo discepolo Enrico Alvino. La sua bravura, i modi gentili, ma soprattutto la sua grande creatività lo fanno distinguere dagli altri scolari. Cominciò subito a collaborare ai grandi progetti del maestro che gli affidò molte delle sue costruzioni. Solo per citare alcune delle sue prime opere: il riordinamento del palazzo del marchese Carretto a Chiaia, le decorazioni di un palazzo a Parigi del marchese Grillo, la palazzina Torelli e il palazzo Salvi nell'incantevole Posillipo. Nel 1876 l'Alvino morì in seguito ad una paralisi. Da quel momento Pisanti prese, per naturale successione, il posto del maestro in quell'istituto. Cominciò qui il periodo d'oro della sua vita di artista. Terminò le opere incompiute del compianto maestro, continuando il proprio operato sia nel settore pubblico sia nel settore privato. Tra le tante opere ricordiamo il progetto del Duomo di Cerignola (FG), l'abside del Duomo di Cosenza, il prospetto del Duomo di Napoli e la cappella gentilizia della famiglia Gianturco di Avigliano (PZ) nella Certosa di Napoli. Nel 1880 disegnò i bozzetti del Teatro "Francesco Stabile" a Potenza. Ricordato come uomo serio ma onesto e generoso, non ebbe figli, ma una numerosa famiglia di adozione per la quale divenne la fonte perenne di ogni benessere. Diede tutti i suoi averi e vendette anche la sua amatissima casetta nel "Paradisiello", ritirandosi in una piccola camera a Carbonara, povero come quando aveva cominciato da studente a Napoli. Morì nel capoluogo campano nel 1913 e fu seppellito nel cimitero di Poggioreale, nel recinto degli uomini illustri, sotto un piccolo monumento disegnato dall'allievo Silvio Castrucci.

ROCCO BUCCICO:

Agronomo. Nacque a Ruoti nel 1855. Ingegno perspicace, si diede agli studi tecnici ed ancora giovanissimo conseguì il diploma di perito forestale ed agronomo con il massimo dei voti. Già a 21 anni, venne assunto nell'amministrazione forestale dello Stato in cui rimase fino al 1882, dando un prezioso contributo. Si trasferì poi nell'azienda di Monticchio dove ricoprì il ruolo di direttore tecnico. Rocco Buccico lanciò sul mercato mondiale le acque alcaline e gassose presenti nella regione del Vulture. Conosciute ancora oggi, le acque del Vulture ricoprono una buona fetta di mercato. Rivestito di importanti cariche, Rocco Buccico diventò anche membro del Commissariato Civile per la Basilicata, nonché componente il Consiglio Superiore delle Acque e Foreste e membro della Commissione del Traffico Compartimentale. Dopo il 1890 fu meritevole del titolo di: Cavaliere della Corona d'Italia, Cavaliere del Lavoro nonché Commendatore. Pur non vivendo a Ruoti, per il suo amato paese d'origine fu il primo a battersi, in un piano intercomunale di elettrificazione del territorio, perché fosse tra i primi comuni ad essere servito dalla corrente elettrica. In occasione della prima pubblicazione de "La Basilicata nel Mondo", avvenuta nel 1924 (anno della sua morte), a lui è stata dedicata la copertina del periodico sul quale è stata stampata la sua foto.

Nella foto sopra: Giuseppe Pisanti seduto alle spalle di Silvio Castrucci (suo allievo) mentre discute con progettisti e altri architetti del progetto del Duomo di Cosenza.

Nella foto sopra: Giuseppe Pisanti in età avanzata.

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